Via Francigena

La Via Francigena è un itinerario devozionale e di pellegrinaggio che iniziò ad essere percorso tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo d.C., dopo la conquista da parte di Carlo Magno del Regno Longobardo (774) e la successiva incoronazione del Franco come Sacro Romano Imperatore (800). Furono allora numerosi i franchi, dai quali la via prende il nome, che approfittarono della pacificazione dell’Italia centro-settentrionale per intraprendere il pellegrinaggio verso Roma fino ad arrivare a pregare sul sepolcro di San Pietro, utilizzando tratti delle vie consolari romane all’epoca ancora percorribili e integrandoli con passi montani, realizzando un nuovo percorso spontaneo. Il primo a ratificare questo percorso fu Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che nel 990, dopo aver svolto il suo pellegrinaggio a Roma, intraprese il percorso di ritorno verso l’Inghilterra e appuntò nel proprio diario di viaggio la descrizione della Via Francigena e delle condizioni del tracciato, oltre a menzionare ben 79 tra tappe e punti di sosta. Sorsero da allora lungo il percorso numerosi hospitalia gestiti da vari ordini religiosi, ma anche strutture private e laiche per il ricovero dei viaggiatori. Quando nel 1300 Papa Bonifacio VIII indisse il primo Giubileo, furono moltissimi i pellegrini (come ricorda anche Dante, Inferno XVII, 28-33) che sfruttarono la Via Francigena, soprattutto dall’Europa Centrale e dall’Italia Settentrionale, per giungere a Roma. L’itinerario della Francigena rimase pressoché invariato fino ai primi del ‘900 ricalcando, in Toscana e nel Lazio, il tracciato della Via Cassia Romana, lambendo il Territorio di Formello, dal quale scendeva però un ramo minore usato dalla popolazione dei piccoli centri dell’Agro Veientano. Numerosi sono ancora oggi i pellegrini che, zaino in spalla, attraversano l’Europa a piedi lungo quest’antico percorso che negli ultimi anni ha subito delle modifiche a causa dell’alta frequentazione dei veicoli a motore. Il Comune di Formello nel 2010 ha inaugurato un itinerario alternativo di circa 10 km che, recuperando i tracciati locali e provenendo dal territorio di Campagnano, percorre la Valle del Sorbo, con sosta all’omonimo Santuario, attraversa il Centro Storico di Formello e giunge alle spalle dell’antica Città di Veio, con le sue necropoli e i suoi monumenti, prima di ricollegarsi alla Via Cassia all’altezza di Isola Farnese. La comune e condivisa devozione e l’antico e fascinoso tracciato offrono oggi ai pellegrini la possibilità di una sosta tra le bellezze storiche e naturalistiche del territorio.


Tratto da Michele Damiani in Formello. Il Valore di un territorio, 2012