Pietra Pertusa

La valle attraversata dal Fosso Pantanelle o della Torraccia prende nome di Pietra Pertusa da una galleria tagliata nella roccia per il passaggio di un’antica strada, sul pendio occidentale della dorsale percorsa dalla Flaminia. Nel medioevo vi era l’insediamento fortificato detto di Pietra Pertusa, ricordato già al tempo della guerra greco-gotica (535-553); menzionato nel X e nell’XI secolo, il castello fu acquistato insieme a quello adiacente di Malborghetto da una certa domina Saxa nel 1263 e poi con quello rivenduto dal figlio Consulus nel 1268 al Capitolo di S. Pietro, che lo tenne sino al 1870. Il castello comprendeva un’alta torre a base quadrata, forse del XII secolo, costruita a fasce alterne di calcare bianco e pietra scura (selce e tufo), per essere riconosciuta a distanza. Il piano terreno era in origine, come di consueto, accessibile soltanto dall’alto tramite scale lignee. Intorno alla torre un antemurale, in scaglie di selce, racchiudeva una piccola chiesa rettangolare absidata. L’insediamento medievale sorse su un sito già occupato in età romana da un impianto residenziale cui sono da riferire pochi resti murari nel fondovalle e soprattutto due grandiosi ninfei ricavati in grandi cavità naturali nella parete di roccia, con il tipici rivestimenti di pietre pomici e conchiglie.


Tratto da Gaetano Messineo, Guida Archeologica del Parco di Veio, 2010