Consolato in Paraguay

Dopo i Consolati di Denver negli Stati Uniti e di Rosario di Santa Fé in Argentina Adolfo Rossi fu chiamato a reggere in qualità di Regio Console generale la Legazione d’Italia in Paraguay. Giunse nella capitale paraguaiana Asuncion nei primi mesi del 1914 e in quella sede rimase per sette anni fino al 1920; nell’estate del 1919 il suo ruolo venne elevato a quello di Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario. Nel Fondo Rossi sono conservate le lettere di accreditamento emesse dal Ministero degli Affari Esteri paraguaiano.

Il Paraguay che accolse A. Rossi era una nazione scossa da profonde guerre interne, che minavano l’economia del Paese. Il numero degli immigrati italiani, che aveva raggiunto il massimo livello all’inizio del secolo, incominciava inesorabilmente a diminuire per le difficoltà economiche e commerciali. Nonostante ciò la comunità italiana, concentrata principalmente nella città capitale Asuncion, continuava a rappresentare un quarto dell’intera popolazione.

Seppure il contesto paraguaiano non offrisse ad A. Rossi grandi possibilità di “mettere a frutto le sue attitudini e riuscire in un’opera più utile e proficua”, le azioni che compì dettero buoni risultati nell’immediato e posero le basi per lo sviluppo delle relazioni in campo culturale ed economico fra Italia e Paraguay. Il suo intervento fu fondamentale per restituire vigore all’associazionismo italiano, che svolgeva l’importante compito di unione in seno alla comunità dei nostri emigrati e di difesa dei loro interessi.

Didascalie

112 Il Museo del Risorgimento in Polesine presso la Cittadella della Cultura di Lendinara conserva una lettera di A. Rossi dal Paraguay, datata 6 giugno 1914 e indirizzata al sindaco del suo paese natale Avv. Giuseppe Lorenzoni con compiegata una sua fotografia autografata. “… Speciali ricordi mi legano a Lendinara, non solo per il fatto di essere nato nel suo territorio comunale, ma anche perché, quando non potei continuare gli studî per la povertà della famiglia, frequentai durante qualche anno gli uffici del Municipio onde prepararmi agli esami di segretario comunale. Cosicché posso dire che la mia carriera pubblica amministrativa ebbe realmente principio in codesto Municipio, in qualità di alunno volontario, per conseguire, come l’ebbi più tardi, la patente di segretario comunale ...”. Segnatura: Museo del Risorgimento (su concessione del Comune di Lendinara).

113 Il segretario del comitato che corrisponde coi soldati di Possagno, 1916. L’intervallo di tempo in cui Rossi visse in Paraguay coincise con i luttuosi anni della Prima Guerra mondiale che sconvolse l’Europa. Fu questo un momento significativo in cui si ebbe conferma dell’incisività del Console generale nella raccolta fondi per la Croce Rossa e a sostegno dei profughi di Caporetto. Gli italiani del Paraguay furono i più generosi del Sudamerica. Segnatura: Archivio di Stato di Rovigo, Rossi Adolfo, b. 8, quaderno 3.

114 Medaglia della Croce Rossa Italiana, 1921. La Croce Rossa Italiana nel 1921 conferì ad A. Rossi l’attestato di Socio perpetuo e la medaglia di bronzo per riconoscimento dell’opera di propaganda svolta fra gli italiani del Paraguay e della personale elargizione di cento Lire. Anche se lontano dall’Italia Rossi partecipò sinceramente alle vicende della guerra; uno dei suoi figli fu ferito nel novembre del 1916 e di lui dette notizia la stampa paraguaiana. Lo spirito del giornalista di razza, che in lui non si spense mai, allo scoppio delle ostilità osò anche sperare che il Ministero a Roma avrebbe utilizzato la sua lunga esperienza, mandandolo in un importante posto di osservazione. Senza dubbio la stampa italiana, che raccontò la Grande Guerra, mancò della visione libera di una firma come quella di Adolfo Rossi. Segnatura: Archivio di Stato di Rovigo, Rossi Adolfo, b. 11.

115 Lettera della Croce Rossa Italiana, e risposta di Adolfo Rossi, 1921. Nella missiva del 26 febbraio 1921 il Comitato centrale della Croce Rossa Italiana riconobbe ad Adolfo Rossi il merito delle munifiche donazioni giunte dal Paraguay, che Rossi nella lettera di risposta condivise con tutti i connazionali. Segnatura: Archivio di Stato di Rovigo, Rossi Adolfo, b. 10, fasc. 2.