Viterbo, 1867. Teatro dell’Unione: dal 21 luglio al 10 settembre Musica e Ballo

Biblioteca comunale degli Ardenti di Viterbo, Cesare Bruscagli, “Cronache teatrali”, tomo 3, pp. 732-766

estremi cronologici
21 luglio - 10 settembre
descrizione fisica
35 pagine

Il Teatro è stato concesso dal Gonfaloniere all’impresario Alessio Fernandez per 30 rappresentazioni di musica e ballo. La dote sarà emessa in 4 rate per un totale di 3000 scudi romani più altri 100 portando come primi ballerini Elvira Salvioni ed Enrico Pini.

Programma:

Vittore Pisani
Pipelè
Ada Mariscotti musica del viterbese sig. Prospero Selli


Compagnia di canto
Cesare Pinzi, Teresa Armellini, Senatore Sparapane, Nazareno Manni, Paolina Bernabei, Giacomo Castelli.

Primo ballo: Illusione e Verità di Filippo Senatori; Le avventure di una Grisette; Le sventure di un maestro di ballo

Compagnia di ballo
Elvira Salvioni e Pietro Martinelli

Coreografo e primo mino: Filippo Senatori

Professori di Orchestra
Primo violino e Direttore delle opere e dei balli: Oreste Bernardini
Concertino: Cesare Cesarini
Cesare Costa


Scrive Bruscagli riguardo l’opera Ada Mariscotti messa in scena il 2 settembre 1867:
“L’opera ha avuto un successo entusiastico. Il maestro Selli restò commosso pel grande attestato di stima datogli dalla cittadinanza. Ebbe dei doni, una corona d’alloro, molti fiori, moltissimi applausi, e le seguenti composizioni poetiche”

Ne trascrivo una tra le più significative:
Prospero Selli

bello di sventura e di gloria

emulo del tuo condiscepolo
VERDI
maggiore di molti
venuti in chiara fama

la tua

ADA MARISCOTTI
novellamente data alle patrie scene
ha fatto palpitare
di gioja di speranza di orgoglio

i tuoi concittadini
e nessuno d’invidia che tutti ti amano

i tuoi amici

questo omaggio
caparra e augurio di più grandi premi
che ti serbano

le altre itale città


A. p. 748, Bruscagli ci ricorda che nei primi di settembre, a causa del colera, il Municipio proibì i festeggiamenti di S. Rosa. La questione aprì un contenzioso con l’impresario che pretendeva il rimborso.
Bruscagli chiude quindi così: “Ebbero luogo realmente le 4 rappresentazioni nelle feste di S. Rosa, non vi sono memorie per stabilire ciò che fu eseguito …”

Il lunedì 9 settembre sarebbe dovuta essere la Beneficiata di Elvira Salvioni che però cadde malata. Quando il giorno dopo si seppe che il male in questione era mortale (Tifidea) i suoi ammiratori piombarono nella disperazione.

La malattia fu lunga ma guarì. Il Bruscagli ricorda che anche i Francesi di guarnigione ne furono inteneriti: “quando erano presso la casa ove dimorava l’inferma, cioè casa di Agabito Presciuti in via La Svolta, ora (1889) Corso Vittorio Emanuele n. 52 …, avanti alla farmacia di Augusto Serpieri, cessavano di suonare i tamburi.”

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