Velletri, Teatro comunale

fondazione
1863
Velletri, Palazzo Comunale
Velletri, Palazzo Comunale

breve storia

Nella primavera del 1834 il Comune avvia il progetto di costruzione del Teatro comunale e le pratiche per l’acquisizione di una serie di fabbricati e di terreni all’incrocio tra la via Metabo e la via Corriera. Il progetto redatto dagli ingegneri Giuseppe Andreoli e Camillo Morelli che lo presentano per il tramite di Gaspare Salvi, presidente dell’Accademia di San Luca, prevede quattro ordini senza lubione con diciannove palchi tranne il primo ordine da diciotto. La costruzione sarebbe iniziata dal rettangolo interno con palcoscenico, macchinario e ornati, per poter agire con rappresentazioni anche prima dell’effettivo compimento della fabbrica. La spesa viene ripartita tra il Comune e una Società di azionisti. Gettate le fondamenta nel 1835, i lavori si arenano per vent’anni e la fabbrica rimane abbandonata.

Nel 1860, il Comune effettua l’acquisto del Teatro Graziosi,  posto in vendita dagli eredi del Capitano Giseppe Graziosi deceduto l’anno precedente, ricavando la somma necessaria dalla cessione al Ministero dell’interno della fabbrica incompiuta del Teatro comunale sulla via Metabo, dove nel 1863 vengono infatti realizzate le nuove carceri di Velletri.

I lavori di ampliamento, ristrutturazione, decorazione e arredo del Teatro comunale sono progettati dagli ingegneri Osea Brauzzi e Scipione Corsetti, realizzati dall’impresario Andrea Scipioni e collaudati dall’ingegner Burri e dal perito comunale Scipione Corsetti; le scene sono progettate dallo scenografo G. Ceccato.

Il Teatro viene inaugurato all'inizio della stagione di Carnevale 1863-1864.

Si tratta di una sala all'italiana, con pianta a ferro di cavallo e giro di palchi, di cui si conservano tutti i disegni di progetto e che è ben identificata anche sulla mappa disegnata e incisa nel 1872 dalla Cancelleria del Censo di Roma in cui è contrassegnata con il n. 17.