Genzano, “casamento Meda” (Palazzo Meta), locale ad uso di Teatro

fondazione
1830
Genzano. Individuazione del "Casamento Meda", ad uso teatrozoom
Genzano. Individuazione del "Casamento Meda", ad uso teatro

breve storia

L'esistenza di un Teatro comunale nella città, dove si esibiscono i dilettanti e Compagnie di passaggio è attestata  a partire dal 1830.

L'attività sembra essere di un certo rilievo e seguita da un discreto pubblico, seppure intemperante, tanto da richiedere l'emanazione di un Regolamento di polizia specifico.

Il Teatrino non ha giro di palchi, ma solamente un "palchettone", cui si sale con una scala interna, e una piccola platea. Il palcoscenico è soprelavato rispetto alla platea e ha una camera posteriore per gli attori e un sottopalcoscenico.

È ubicato nella "Genzano vecchia", all'interno del Palazzo comunale, fabbricato sito a ridosso delle mura castellane e confinante con la chiesa di S. Maria della Cima. 

Nella mappa del Catasto gregoriano, risalente al 1819, alle spalle della chiesa verso le mura si susseguono diverse case identificate dai numeri di particella 709-715. La particella 709, il piano terra e il piano superiore della 710, la 711, il piano superiore della 712, sono di proprietà di "Fran(ces)co Meda q(uonda)m Carlo Emanuelle", che in parte le utilizza "d'abitazione" e in parte "d'affitto" ad altri.

Nel 1830 il Palazzo viene acquisito dal Comune che vi allestisce una sala ad uso di Teatro.

Il Comune mantiene la sede in Palazzo Meda fino al 1844, anno in cui viene inaugurato il nuovo Palazzo comunale nell'ex Palazzo Amerani, ma non trasferisce il Teatro.

Cosicché nel 1845 il locale adibito a Teatro nel "casamento Meda", risulta essere stato acquisito da Giovanni Prosperi Buzzi (Buzi) di Cori e per utilizzarlo la Società filodrammatica, animata da alcuni membri della famiglia Jacobini, una delle maggiori della città, deve pagargli un affitto.

La Società filodrammatica incontra difficoltà a sostenere la spesa che annualmente  ammonta a 17 scudi e 50 bajocchi, perciò, il Comune prende in considerazione la possibilità di assumere direttamente l'affitto e la gestione del locale, provvedendo ai restauri necessari. Viene quindi disposta dalla Presidenza della Comarca una perizia affidata al noto architetto ingegnere Luigi Agostini che dal 1832 è al servizio del Comune e che ha da poco terminato il restauro del nuovo Palazzo comunale. Dalla perizia si apprende che lo stato dell'immobile è pessimo e la spesa preventivata per il restauro è di 339,09 scudi, di cui 259,95 a carico del Comune e 43,50 a carico del proprietario. L'accordo però si arena sulla questione della spese da sostenere per la sicurezza antincendio, che secondo la Presidenza della Comarca spetterebbero al proprietario che invece non accetta.

La gestione del Teatro rimane alla Filodrammatica che continua a ricevere un sostegno finanziario dal Comune fino agli anni Cinquanta, quando il Comune abbandona ogni interesse per il Teatro, ciò nonostante l'attività della Filodrammatica prosegue sicuramente fino al 1859.

Non è documentata alcuna attività nell'ultimo decennio pontificio.

bibliografia

G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia, Tip. Emiliana, 1844, vol. XXIX, pp. 26-27.

A. Previtali, A. Galieti, G.L. Cerchiari, Genzano di Roma, Albano Laziale, F.lli Strini, 1930, p. 26.

F. Dionisi, Toponomastica genzanese, in "Castelli romani: vicende, uomini, folklore", 23 (1978), , pp. 34-35.

C. Comelio, Genzano, in "Storia della città, rivista internazionale di storia urbana e territoriale", 11 (1979), pp. 86-89, spec. p. 88.

sitografia

Comune di Genzano

Progetto Imago: brogliardo della Città di Genzano.