Il monumento nella Grande Guerra

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La Chiesa di Santa Maria della Misericordia viene considerata uno tra “i principali edifici monumentali della città di Ancona” maggiormente esposti ai danni della guerra come si evince dalla lettera inviata dal Soprintendente per la Conservazione dei Monumenti delle Marche, in data 5 febbraio 2016 alla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti di Roma.

Pochi messi successivi, con raccomandata del 25 novembre 1916 (figg. S.M.Misericordia 01-02), il Soprintendente Bocci invia al Direttore Ricci 12 fotografie, due per ciascuno dei sei monumenti della città protetti dai pericoli della guerra mediante opere murarie e sacchetti di sabbia, “basate su fondazioni anche di non lieve profondità, eseguite in calcestruzzo o cemento”. Nel documento non vi sono le immagini allegate, ma nella lista dei sei monumenti compare anche la Chiesa di S. Maria della Misericordia (fig. S.M.Misericordia 03): nello specifico il portale viene rivestito con una robusta costruzione muraria, costituita da muri in mattoni e sacchetti di sabbia.

Tra il 1917 e il 1920 vengono effettuati i restauri esterni alla cupola dell’edificio (figg. S.M.Misericordia 04-05). Il parroco della Chiesa, l’Ingegnere Capo del Genio Civile di Ancona, la Soprintendenza  per la Conservazione dei Monumenti delle Marche sono in costante contatto al riguardo. Tali lavori sono eseguiti da un operario, Ubaldo Brandi, fabbricante di vasellami al quale il Soprintendente Bocci da “l’ordinazione della copertura della cupola riuscendo egli a ben imitare la forma come la composizione, la tonalità e i riflessi dei colori delle tegole originarie” (figg. S.M.Misericordia 06-07). Che tali lavori siano strettamente connessi ai danni causati dalla guerra non è esplicitato nei documenti, ma considerati gli anni in cui tale corrispondenza avviene, è possibile presumere che si tratti di interventi atti a risanare anche eventuali danni bellici.

Datato 1920 è il progetto di restauro della “scalea esterna della Chiesa di Santa Maria della Misericordia deteriorata durante il periodo e in causa della guerra” (figg. S.M.Misericordia 08-15). Nei documenti sono indicati i vari interventi necessari al recupero della scala birampante esterna: nello specifico si evidenzia la necessità di rimuovere i gradini e il mattonato del pianerottolo, smontare la ringhiera in ferro e i relativi colonnini e il bordo dei mattoni del muro esterno della gradinata. La ricostruzione di gran parte delle strutture sopraelencate viene effettuato, come esplicitato nel documento, con gli stessi materiali recuperati dalla precedente demolizione. Per la realizzazione dei lavori viene stimata una spesa totale di2822,44 L.