Chiesa di San Domenico
print this pageCENNI STORICI
Il clima di rinnovamento degli antichi edifici medievali, ampiamente diffuso ad Ancona nella seconda metà del ‘700, coinvolge anche i Domenicani che fanno sistemare dall’architetto romano Carlo Marchionni non solo la loro chiesa, ma anche la zona antistante, l’attuale Piazza del Plebiscito, un tempo Piazza Grande.
Il monumento è eretto ex novo, demolendo, nel 1759 l’antica chiesa medievale di stile romanico, e inglobando, in realtà, oltre a quest’ultima, anche quelle dell’Incoronata e di S. Egidio.
Posta la prima pietra il 21 novembre 1761, viene aperta al pubblico nel 1788.
La facciata è a tutt’oggi incompleta: ultimata solo nella parte bassa, tale esecuzione fu forse rimandata al momento della sistemazione della piazza antistante, ma le circostanze non furono presumibilmente favorevoli al progetto.
Le vicende che vedono l’alternanza di soppressioni e restaurazioni degli ordini religiosi tra il 1798 e il 1860 lasciano un segno anche in questa chiesa che infatti diventa accampamento per le truppe di Gioacchino Murat.
Essa è stata oggetto di notevoli danni a causa sia delle due Guerre Mondiali sia dei sismi del 1930 e 1972. Nonostante le molteplici calamità subite, il monumento è risorto e ad oggi si presenta in tutta la sua solenne imponenza.
Infine dei quadri che si trovavano originariamente nella chiesa e quelli aggiunti, provenienti da chiese soppresse per le distruzioni belliche, sono andate perdute le opere del Lilli, Pallavicini, Spagnolini; restano solo la Crocefissione del Tiziano e l’ Annunciazione di Guercino, quest’ultima attualmente nella Pinacoteca civica. Dell’antico convento sono rimasti elementi nelle strutture dell’attuale residenza dei Domenicani e maggiormente nella parte passata agli enti militari.