Il monumento nella Grande Guerra

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Considerata la sua posizione e il suo pregio storico-artistico, l’Arco di Traiano viene ritenuto fin dall’inizio della guerra uno dei monumenti più significativi della città, da tutelare con idonei mezzi e con massima cura.

A tal fine viene dunque inserito nell’elenco che il Soprintendente per la Conservazione dei Monumenti delle Marche, Bocci, trasmette, in data 5 febbraio 1916 alla Direzione del Genio Militare di Ancona e alla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti contenente la lista degli edifici ritenuti di maggior pregio, evidenziando con un asterisco quelli maggiormente esposti ai danni di guerra (figg. Arco di Traiano 01-03). Esso è uno dei sei monumenti che viene salvaguardato attraverso azione di copertura e rivestimento di protezione (figg. Arco di Traiano 04-05): la struttura è composta da muri in mattoni a partire dal ripiano della scalinata e dalla cornice del basamento, “candele” composte che si innalzano dal suolo e tramezzi, formando nell’insieme un sistema rigido, in grado di contenere e sorreggere i numerosi sacchetti di sabbia, che ricoprono anche superiormente l’attico (fig. Arco di Traiano 06).

L’interesse costante e vivo per lo stato del monumento è documentato dalla fitta corrispondenza tra il Soprintendente Bocci e il Direttore Generale delle Antichità e Belle Arti, Ricci. Ne è un esempio la lettera autografa spedita il 1 ottobre 1916 (figg. Arco di Traiano 07-08) dall’Architetto Cirilli al Soprintendente Bocci informandolo di aver verificato, su richiesta del Direttore Ricci incontrato a Roma, le condizioni della protezione dell’Arco di Traiano, e di averle ritenute idonee a seguito di un suo sopralluogo ad Ancona il 29 settembre.

Dai documenti d’archivio, nonché dal quotidiano “L’Ordine-Corriere delle Marche” - articolo del 10 agosto 1917, dal titolo L’opera della Sovrintendenza a’ Monumenti delle Marche durante l’esercizio finanziario 1916-1917 (fig. Arco di Traiano 09) - si evince che viene inoltre realizzato un calco dell’iscrizione dedicatoria nell’attico del monumento.

Con la fine della guerra si effettua un stima dei danni e si provvede al conseguente restauro, come si deduce dalla perizia redatta dall’Ingegner Bocci nel 1920 (figg. arco di Traiano 10-16) nella quale viene preventivato tra le altre azioni: la sistemazione del lastricato lungo tutto il perimetro dell’arco, la ricostruzione del pianerottolo della scala, lo sradicamento della vegetazione “in qualche punto assai consistente”, la ripulitura generale dell’Arco “affumicato, specialmente verso mare, comprese scale etc.”, per una stima totale di L. 32694,12.