Cimitero monumentale

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Il 20 Maggio 1765 il Parlamento francese decreta, per motivi igienico-sanitari, la chiusura dei cimiteri intra-muros. Il 23 agosto 1784, Giuseppe II, in linea con il clima di riforme illuministe che pervade l’Europa, emana un Decreto di Corte atto a regolamentare le sepolture e i riti funebri. A Trento, Il 29 giugno 1793 il vescovo Pietro Virgilio Thun consacra il nuovo cimitero fuori le mura, nella zona della Chiesura di San Francesco, l’odierna area in via San Francesco sita fra il Tribunale e le Canossiane. I quattro cimiteri apud ecclesiam corrispondenti alle chiese parrocchiali (La Cattedrale, Santa Maria Maggiore, S. Maria Maddalena, e S. Pietro e Paolo), vengono quindi raggruppati in un’unica area suddivisa in quattro settori. La sistemazione però non risulta essere ottimale e pochi anni dopo l’area si trova in forte degrado. Come riportato dalle fonti del tempo:

“lungi dal presentare l’idea di un luogo sacro destinato a conservare le ceneri dei fedeli morti in seno alla cattolica chiesa, invece di ispirare quel rispetto che in tutte le nazioni fu sempre sacro alla memoria del suo passato, associa universale ribrezzo scorgendo l’immondezza e l’indecenza di quel sito e le profanazioni cui va esposto” [1].

Nel 1808 il cimitero è quindi trasferito in località Briamasco, nei pressi di Palazzo delle Albere. In un documento del 1817, Giuseppe Maria Ducati, l’allora ingegnere dell’Ufficio Tecnico del Capitanato Circolare, ne descrive le funzionalità  che rispecchiano i moderni principi di igiene.  Non mancano però i difetti, come la mancanza di una cappella “per riporvi in certe circostanze i cadaveri” così come la scarsa estensione dell’area [2].

Si ravvisa per tanto la necessità di migliorare le condizioni del cimitero, in linea con il pensiero ottocentesco di ristrutturazione urbana, che concepisce il Camposanto facente parte del tessuto cittadino e quindi sottostante ai principi di decoro urbano. Il podestà di Trento, Benedetto Giovannelli, è figura chiave nella politica di ristrutturazione della città e numerose sono le lettere conservate nell’archivio del Capitanato Circolare di Trento che attestano l’interesse del podestà nei confronti della costruzione di un cimitero idoneo all’importanza della città.

Nel 1821 lo straripamento dell’Adige porta all’inondazione della zona circostante Palazzo delle Albere, sollevando dubbi sull’idoneità del luogo ad ospitare un Campo Santo. Il Capitanato Circolare di Trento predispone delle perizie. L’ingegnere aggiunto all’ufficio Tecnico del Capitanato Circolare, Giuseppe Pietro Dal Bosco (1798-1880), a cui è stato affidato l’incarico, avanza due proposte. La prima prevede la costruzione di alte cinta e di una cappella, mentre la seconda suggerisce di spostare il cimitero nel terreno demaniale vicino all’Ospedale di Santa Chiara, da indicarsi come possibile cappella per il cimitero. Il Governo decide di mantenere il cimitero nell’area da esso occupata e di affidare a Del Bosco il progetto di ampliamento e modifica che viene approvato nel 1825. I lavori hanno inizio l’anno successivo e la consacrazione ufficiale avviene il 9 luglio 1827. Il progetto originario di Del Bosco viene semplificato e viene realizzata una struttura a quadrante delimitata da un loggiato di colonne di ordine dorico. Al centro di ogni lato ed agli angoli vengono erette delle cappelle. Nel 1889 è deciso un ulteriore ampliamento della struttura che prevede il raddoppiamento del quadrante di Del Bosco. Il perimetro del cimitero monumentale è quindi costituito da due quadranti divisi dalla Via Cristoforo Madruzzo. Tale suddivisione porterà ad identificare le due zone come Cimitero Nuovo e Cimitero Vecchio. Per quanto riguarda invece l’organizzazione delle strutture interne, nel corso degli anni il cimitero monumentale si arricchisce di opere scultoree e monumenti.

Nel 1915, in conseguenza della Prima Guerra Mondiale, viene istituito a Vienna il Dipartimento ministeriale per le sepolture adibito alla registrazione dei caduti in guerra e alla realizzazione ed mantenimento dei luoghi di sepoltura. Nello stesso anno, un’area adiacente al cimitero militare, viene adibita a cimitero militare austro-ungarico. Si tratta dei terreni privati appartenenti ai conti Ciani Bassetti, delimitati ad ovest dalla ferrovia. Nel 1917 viene inaugurato il Monumento ai Caduti dell’Esercito austroungarico realizzato su progetto dell’architetto Rudolf Perco dall’artista trentino Remo Stringari. A causa della necessità di ricavare ulteriori spazi il comune acquisterà quest’area nel 1972 e provvederà all’esumazione dei corpi dei soldati. Questi verranno ricollocati in un’apposita scatola interrata al di sotto del monumento che verrà collocato nella sede odierna.

Il 4 novembre 1932 viene inaugurato Il sacrario militare dedicato ai caduti italiani della prima guerra mondiale. Il monumento, su progetto dell’architetto Pietro del Fabbro è di impostazione neoclassica. La scalinata principale introduce al portale d’ingresso formato da due colonne doriche.  All’interno, un altare di bronzo è decorato con altorilievi che rappresentano figure allegoriche realizzate dallo scultore Silvio Zaniboni. Due scale elicoidali conducono alla cripta sottostante nel cui centro è collocata la statua che rappresenta la Pietà, realizzata dallo scultore Andrea Malfatti.

Il cimitero monumentale così costituito verrà colpito dai bombardamenti del 13 maggio 1944 e 2 aprile 1945.

Le incursioni del 1944 causeranno dei danni nell’area del cimitero di guerra germanico. I documenti che testimoniano quelle che sono molto probabilmente le prime richieste di risarcimento risalgono allo stesso anno a firma del delegato degli affari esteri di Berlino, Riz Giuseppe.

Il sacrario militare e il colonnato dorico sono fra le strutture maggiormente colpite dalle incursioni. I lavori di ricostruzione, iniziati nel 1946 si concluderanno nel 1953 anno in cui L’impresa di Germano Ravanelli consegna il settimo ed ultimo stato di avanzamento inerente la riparazione e ricostruzione dei colonnati del Cimitero Nuovo.



[1] ASTN, Capitanato Circolare di Trento, busta 558, Sanità

[2] ASTN, Capitanato Circolare di Trento, busta 7, 4 ottobre 1817.

Bibliografia essenziale


Ariès, Philippe, Storia della morte in Occidente: dal Medioevo ai giorni nostri, Milano, Rizzoli, 1994.

Bocchi, Carlo Renato; Oradini, Carlo, La città nella storia d’Italia. Trento, Roma-Bari, Laterza, 1983.

Campolongo, Fabio (a cura di), L’Ossario per i caduti dell’Esercito Austro-Ungarico nel cimitero di Trento, Trento, Provincia autonoma di Trento, 2010.

Marchesoni, Patrizia; Martignoni, Massimo (a cura di), Monumenti della Grande guerra: progetti e realizzazioni in Trentino 1916-1935, Trento, Museo storico in Trento, 1998.

Pencakowski, Pawel, I giardini degli eroi. Cimiteri di guerra sul fronte orientale 1914-1918: immagini ed epigrafi, Rovereto (TN), Museo storico italiano della guerra, 1997.

San Giuseppe, Chiara, Giuseppe Pietro Dal Bosco e il Cimitero Monumentale di Trento, L’Architetto e il funzionario, Tesi di laurea. Università degli studi di Padova. Facoltà di lettere e filosofia. Istituto di storia dell'arte, a. acc. 1985-86.