Rieti, 1853-1882. Costruzione del Teatro Nuovo

Archivio di Stato di Rieti, Comune di Rieti, Carteggio amministrativo, Titolo 7 - Lavori pubblici, Art. 3, b. 507, fasc. 1, sottofasc. “1874-82”

estremi cronologici
5 luglio 1853 - 7 luglio 1882
descrizione fisica
73 carte sciolte

Al 1867 la Società degli azionisti cede al Comune alcuni locali del Teatro, la via degli Abruzzi, vicolo Canali e vicolo san Paolo, nello stato in cui sono, in cambio della presa in carico da parte comunale dei lavori da terminare. Al 1874 i lavori vengono affidati in subappalto a Guglielmo Gori per il prosieguo ed alcune varianti, su perizia Carloni che con l’aggiornamento dei costi di materiali e mano d’opera ricalcola l’importo totale in scudi 113.711, 86 (e richiesta di spiegazioni da parte del Sotto Prefetto per la somma ingente, 20 ottobre 1882). Le lungaggini nel compimento dei lavori producono negli anni 1880-1881 il ricevimento di proposte di appalto da parti private: per la costruzione da Domenico Mollasoli ed Eugenio Vernier; per la decorazione da parte di Belluni e Baseri, appaltatori e costruttori dei Teatri Costanzi e Manzoni di Roma e del Principe Umberto di Firenze.

  • Dalla Convenzione tra la Società degli azionisti ed il Comune di Rieti, 24 ottobre 1867: il Comune assume lo stato attivo e passivo del Teatro ed il diritto di sfiduciare gli azionisti morosi; garantisce il diritto di due palchi e due camerini per ogni azione e l’uso gratuito ai proprietari dei loro palchi; assume il diritto di far aprire il Teatro senza l’intesa degli azionisti per opere in prosa, musica ed altri divertimenti che non rechino danno al palcoscenico; la manutenzione di muri, tetti, scale e corridoi. La manutenzione di palchi e camerini spetta ai proprietari, mentre quella dei giri esterni dei palchi, del palcoscenico e dell’illuminazione e decorazione è in comune.
  • Dall’Estratto del piano di esecuzione, 8 luglio 1853: tra i macchinari del Teatro ci sono la Tromba per il tuono, il Ventaglio per la saetta, la Cassa per il semi tuono e la Rota per la pioggia.

Relazioni