Sezze

il centro urbano

superficie
18,59 ettari (1820)
popolazione
7.000 ca. (1798), 8.007 (1853), 9.440 (1871)
Sezze, 1843. Panorama di Sezze da un disegno di Edward Lear
Sezze, 1843. Panorama di Sezze da un disegno di Edward Lear

Dai monti Lepini, la cittadina si affaccia sulla pianura pontina. Sede di governo, fa parte della Delegazione di Frosinone fino al 1848, poi entra a far parte della Legazione di Velletri. La vita comunitaria fino al 1833 è regolata da un antico Statuto, poi anche Sezze si assoggetta alla normativa emanata da papa Gregorio XVI per tutti i Comuni del suo Stato.

La popolazione di Sezze è costituita da diversi ceti: i nobili e il clero, che da sempre occupano posti di governo; i borghesi, che pian piano acquistano potere a partire dalla fine dell'XVIII secolo; il ceto popolare, costituito dalla maggior parte degli abitanti, che vive in miseria, analfabeta, affetto da malattie dovute all'alimentazione povera, alla scarsità d'acqua, alla mancanza d'igiene e all'ignoranza.

Le cariche della Magistratura comunale sono ricoperte da nobili ed ecclesiastici, quasi sempre esponenti delle medesime casate, ma già nella prima metà del XIX secolo a questi si affiancano, specialmente dopo l’elezione di Pio IX, alcuni laici di estrazione borghese. L'avvento della seconda Repubblica Romana del 1849 fortifica le aspirazioni della nuova élite che costituisce un Consiglio comunale completamente laico, impegnato a guidare la comunità e ad abolire i privilegi feudali ancora vigenti. Con la fine della Repubblica, la restaurazione del governo pontificio ripristina le antiche leggi, ma ormai le idee nuove e le aspirazioni risorgimentali si sono diffuse e i sostenitori si fanno sempre più numerosi.

L’agricoltura è la risorsa economica principale ed è praticata nel territorio comunale, che comprende sia luoghi di collina che della pianura pontina, dove la presenza della palude rappresenta da sempre un grande problema.  La proprietà terriera è nelle mani di poche famiglie nobili e degli ordini religiosi, latifondisti che concedono le terre ai contadini con contratti agrari soprattutto di enfiteusi.

La cittadina possiede un Ospedale per gl’infermi, un Ospizio per le povere donne e un Monte Frumentario.

La situazione scolastica è particolarmente favorevole, per la presenza di varie istituzioni deputate all’istruzione, sia comunali sia private, di un Seminario vescovile e del prestigioso Collegio dei gesuiti, fondato nel 1589, che opera in accordo con il Collegio Romano ed è frequentato non solo dagli abitanti di Sezze, ma anche da quelli della provincia. Per le fanciulle vi sono il Monastero del Bambin Gesù e un educandato.

Una lunga tradizione, favorita dalla presenza di un ceto intellettuale proveniente dall’aristocrazia fondiaria, dall’imprenditoria artigianale, dalla borghesia delle professioni e dal mondo ecclesiastico, garantisce al piccolo centro una notevole vivacità culturale, con l’attiva presenza della prestigiosa Accademia degli Abbozzati, dell’Accademia filarmonica e dall’Accademia filodrammatica che animano le stagioni teatrali, usufruendo di un piccolo Teatro sito in un locale di proprietà del Seminario.

bibliografia

A. Palmieri, Topografia statistica dello Stato Pontificio, Roma, dalla Tipografia Forense, 1857.

Nuovissima guida d'Italia descrittiva, storico-statistica illustrata da 50 incisioni dei principali monumenti da 12 piante topografiche e dalla carta di tutte le strade ferrate del Regno, Milano, Muggiani, 187, p. 524. Leggi l'e-book.

F. S. Tuccimei, Il patriziato setino. Studio storico-araldico sull'origine e sviluppo della nobiltà decurionale in Sezze, Roma, Industria tipografica romana, 1937, p. 16.

A. De Santis, Il contributo delle genti della provincia di Latina all'unità d'Italia, in “Economia Pontina”, gennaio-febbraio 1961, p. 35.

C . MolinariI, Sezze dal 1814 al 1870, Tesi di laurea inedita dell’Università “La Sapienza” di Roma, a. a. 1970-71 (dattiloscritto).

G. Di Trapano, C. Rossetti, M.  R. Vitiello (ISUS), Sezze nel processo risorgimentale, I parte, “Annali del Lazio meridionale. Storia e storiografia”, X, 2 (dicembre 2010).

S. Tosti, C. Rossetti, Continuità e mutamento nel processo risorgimentale. Il caso di Sezze, in AA. VV., Risorgimento e territori. Contributi al processo unitario dall'area laziale, “Rivista Storica del Lazio”. Numero monografico”, a cura di M. Calzolari e G. Scardelletti, Roma, Gangemi,  2012, pp. 221-236.

G. Di Trapano, C. Rossetti, M. R. Vitiello, Sezze nel processo risorgimentale.

Sitografia: http://www.sezzeromano.it/sezzeitinerarioartistico.htm